
Riflessioni sull’AI nella supply chain: contributi di Gregorio Piccoli (CTO di Zucchetti) e Alice Kirchner (Direttore Commerciale di Cybertec)
Quando si parla di Intelligenza Artificiale, il racconto dominante è spesso estremo: sistemi che sanno tutto, prevedono tutto e che, prima o poi, sostituiranno completamente le persone. Un’immagine affascinante, ma poco utile per chi lavora ogni giorno nella supply chain reale, fatta di vincoli operativi, informazioni incomplete, imprevisti e decisioni prese sotto pressione. È proprio da questa consapevolezza che nasce l’approccio di Zucchetti all’Intelligenza Artificiale applicata alla Digital Supply Chain. Come spiega Gregorio Piccoli, Coordinatore Tecnico Generale (CTO) di Zucchetti: «L’Intelligenza Artificiale deve essere prima di tutto una tecnologia concreta, capace di funzionare nella realtà operativa dei processi industriali, non un concetto teorico o una promessa di marketing».
Non esiste “l’AI”: esistono le intelligenze artificiali
Il primo equivoco da superare è concettuale. Non esiste un’unica Intelligenza Artificiale, ma molte intelligenze diverse, ciascuna progettata per svolgere compiti specifici. La supply chain è un sistema complesso che comprende produzione, logistica, manutenzione, magazzino, trasporti e pianificazione. Ogni ambito ha dati, regole e obiettivi differenti. Pensare che una sola AI possa governare tutto significa ignorare questa complessità. «Se abbiamo un problema di salute andiamo dal medico, non dall’avvocato — anche se entrambi sono intelligenti. Allo stesso modo, ogni processo richiede l’AI giusta», sottolinea Gregorio Piccoli.
I miti da superare sull’AI nella supply chain
Uno degli errori più comuni è immaginare l’AI come una tecnologia infallibile, sempre corretta e capace di eliminare ogni incertezza. La realtà è diversa. Viviamo nell’epoca della previsione, non della certezza. La supply chain si basa su informazioni incomplete: il contesto cambia rapidamente, molti eventi non sono prevedibili e le decisioni devono spesso essere prese in condizioni di pressione. Basta un incidente a un camion per bloccare una consegna e compromettere un piano produttivo. Nessun algoritmo, per quanto avanzato, può eliminare del tutto questo tipo di incertezza. Per questo motivo, pensare all’AI come a un sostituto totale della componente umana porta a modelli fragili. Il vero valore nasce invece dalla collaborazione tra persone e tecnologia.
Un ecosistema di intelligenze che collaborano
Nella supply chain moderna non esiste un’unica AI che fa tutto. Esiste piuttosto un ecosistema di intelligenze specializzate che lavorano insieme, tra cui:
- modelli previsionali dedicati
- algoritmi di ottimizzazione
- sistemi di simulazione
- analisi predittiva per manutenzione e rilevamento anomalie
- ottimizzazione dei flussi logistici e dei trasporti
- ottimizzazione della forza lavoro
«Il vero valore dell’AI emerge quando più intelligenze collaborano tra loro», afferma Gregorio Piccoli.
Il ruolo dell’AI generativa
In questo scenario, l’AI generativa non sostituisce i sistemi esistenti, ma svolge un ruolo di coordinamento.
È il livello che:
- dialoga con l’utente in linguaggio naturale
- comprende il contesto operativo
- orchestra i diversi modelli
- semplifica la complessità tecnologica
Una vera e propria regia centrale, che rende l’Intelligenza Artificiale accessibile anche a chi non è esperto.
Il modello delle 3 A: assistere, arricchire, automatizzare
La visione di Zucchetti per la Digital Supply Chain si concretizza nel modello delle 3 A, che definisce il ruolo corretto dell’AI nei processi industriali.
Assistere
L’AI supporta le persone nel lavoro quotidiano, offrendo suggerimenti e supporto decisionale senza sostituirle.
Arricchire
L’AI trasforma i dati in informazioni utili, generando insight che migliorano la qualità delle decisioni.
Automatizzare
Dove possibile, l’AI automatizza attività ripetitive, riducendo il carico operativo e aumentando l’efficienza.
Come questa visione si traduce nell’offerta Zucchetti per la Digital Supply Chain
Questa visione è il principio su cui si fonda l’offerta Zucchetti per la Digital Supply Chain, pensata per portare intelligenze specializzate nei diversi processi della filiera, in base a dati, obiettivi e contesti operativi differenti. L’obiettivo è fornire alle aziende gli strumenti più adatti per ogni processo, aumentando l’efficacia delle decisioni e la resilienza della supply chain. Dalle previsioni di vendita alla manutenzione predittiva, fino all’ottimizzazione dei flussi logistici, l’Intelligenza Artificiale diventa un supporto concreto al lavoro quotidiano. «L’offerta Zucchetti per la Digital Supply Chain segue questo approccio: non un’unica AI che fa tutto, ma intelligenze diverse, progettate per supportare in modo mirato ogni processo della catena del valore», aggiunge Alice Kirchner, Direttore Commerciale di Cybertec, azienda del gruppo specializzata nell’offerta Zucchetti per la Digital Supply Chain. In questo modo, l’Intelligenza Artificiale non è un fine, ma un mezzo: una tecnologia che si adatta ai processi reali e alle decisioni quotidiane. È qui che la supply chain diventa davvero digitale.